19 Aug 2017 - Il 75% degli utenti web vede appena il 23% degli annunci, mentre il 33% dei messaggi assedia lo 0,8% degli internauti.

Mi tirerò l’inimicizia di tutti quelli che fieri sventolano la bandiera del “progresso” (e ci mangiano) a suon di campagne facebook, google e matrici analitiche sovvenzionate con pitch milionari ma i fatti e i dati statistici dicono quello che io da anni cerco di far capire a tutti i miei clienti. Ovvero che il web è un’ennesima bolla speculativa fatta per spostare soldi a discapito soprattutto delle piccole realtà. Un luogo dove o sei un colosso in grado di smuovere milioni di euro in fatturato e altrettanti in promozione multicanale, oppure i tuoi investimenti sono “fetecchie” come quei piccoli petardi “pop pop” per bambini che non portano nulla di concreto alla tua attività.

I miei clienti, quelli più piccoli come i più grandi, hanno tutti sempre voluto spingere sulla promozione in rete, a discapito del buon vecchio off line, promozione “in store” e similari: Lo fanno certi che spendendo meno, avrebbero ottenuto di più. Mai nulla di più sbagliato!

La comunicazione, la notorietà di un brand, un locale, una persona, è come una cipolla (tanto per fare un esempio) che dagli strati più interni, si dirige verso quelli più esterni. Non si può pensare di lavorare sulla parte più esterna e di massa (il web) se poi c’è un immenso vuoto non colmato che separa quest’ultima da un piccolo “cuore” interno (lo strato sociale e di conoscenza reale del marchio/luogo/persona).

Questo è un fatto che in molti o non comprendono o non vogliono sentire ed è alla base del problema sul ROI derivante dall’investimento nel web. C’è di più però.

Una recente studio pubblicizzato in un articolo di Wired, mette in evidenza come sia difficile stabilire concretamente quanto sia il ritorno sugli investimenti effettuati in rete. Il www è un luogo effimero dove, vi ricordo, una matrice di calcolo (fatta da qualcuno che vuole i vostri soldi) vi dice quante volte è stata visualizzata la vostra promozione, quante persone ci hanno cliccato e via discorrendo. Quindi la prima domanda da porsi è, ma davvero mi dice i dati reali? Il mio post è stato davvero visualizzato 13.000 volte in una settimana?! Ma facciamo a fidarci e andiamo oltre.

Dalla ricerca emerge che i metodi per misurare il successo di una campagna hanno troppo falle in quanto basta un secondo per considerare una immagine “vista”. Un secondo? Quale persona può essere considerata potenziale cliente se ha visto per un secondo la vostra promozione? Fatevi una domanda: quanta pubblicità guardate sui vostri social? Con quanta interagite? A quanti degli spazi promozionali di Google date attenzione o addirittura ascolto? Se siete persone mediamente stanche dell’affollamento pubblicitario, probabilmente risponderete “poco o niente”. Ecco, è quello il dato reale sul ROI degli investimenti in rete. Poco o niente.

Ora, se siete un colosso che può investire milioni in promozione sui vari social, supportato da qualche community e “starlette”, alloro il vostro “poco o niente” sarà di qualche decina di migliaia di utenti, forse addirittura milioni. Ma se siete mister nessuno che vuole spendere 1000 euro in un mese (o peggio in un anno) in promozione sul web, mi dite quale pensate possa essere il vostro reale ritorno?

Intendo ritorno reale in termine economico di vendite relative ai soldi spesi in promozione. Preciso questo perché comunque, anche con piccole cifre, si può avere un ritorno d’immagine e notorietà, per quanto limitato. Se questo è l’obiettivo della comunicazione, allora bravi! Proseguite. Purtroppo però i clienti, specialmente i più piccoli, vogliono ottenere con 100 euro d’investimento, 100 persone che vengono a spendere nel negozio o che comprano una sciocchezza on line.

Purtroppo non è così che funziona e a dimostrarci la reale penetrazione delle promozioni sul web, questa manna dal cielo che ci da tanto a poco prezzo, guardatevi questi due dati.

L’anno scorso la comunicazione in rete ha assorbito 2,4 miliardi di euro d’investimento. Di questi il 46% viene sprecato in “impression non visti” per i motivi di cui dicevo prima. Un dato lievemente migliorato rispetto agli anni precedenti in quanto solo un paio di anni fa, questo valore era del 54%. A questo dato va aggiunto che un impression per considerarsi finalizzato ( visto/assimilato ), basta 1 secondo per le immagini e 2 secondi per video di 15 o più secondi.

In due secondi quante cose potete assimilare di un video promozionale? E in 1 secondo per immagine, cosa pensate resti?

A queste domande ci viene in ausilio la definizione degli “spulcia dati” che considerano la pubblicità in rete una “opportunità”. Quindi, a differenza di quelli che la pubblicità on line la vendono come la grande certezza del futuro, il metodo sicuro per raggiungere la signora di Voghera partendo da Casapulla, coloro che macinano statistiche sanno bene che si tratta solo di una opportunità, una possibilità, qualcosa che può non accadere o farlo solo in termini molto stretti come 1 o 2 secondi.

Ci sono molti altri dati scoraggianti che potrei citare, ma chi vuole farsi del male può leggere l’articolo di Wired, oppure cercare in rete altri dati (realistici e non di parte) e trarre da solo le proprie considerazioni. La mia è semplice:

Bisogna essere presenti in rete con un sito decente e aggiornato sia sotto forma estetica che di programmazione, una presenza “decente” (per contenuti ed estetica) anche sui social da seguire con costanza e una strategia ben precisa. Non si può però pensare di svoltare la nostra vita sociale, promozionale e comunicativa affidandoci solo ai social e google. Bisogna investire in rete per una questione d’immagine, senza aspettarsi però chissà quale ritorno (specialmente se si è piccoli) e non bisogna dimenticare che la comunicazione è un’arte relazionale nata nelle piazze, nei mercati e in tal senso, bisogna essere presenti tra la gente per poter parlare di sé, mostrare e far assaggiare (fisicamente e non) la propria merce.

Articolo a cura di:
Paolo Costante, Comunicazione
Paolo Costante

Comunicazione
Attivo il 09 Nov


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