I Trascinatori di Libri

Tutta la verità su “I trascinatori di libri”

Sembra un titolo da “Rieducational Channel”. Immagina, mio buon lettore, la conduttrice sul trespolo che sgrana gli occhi e incalza lo spettator colto: “Trascinatori di libri; chi sono queste misteriose entità? Col favore delle tenebre spostano libri pesantissimi da stamperie clandestine a librerie cittadine? E perché li trascinano, sono sprovvisti di muletti e furgoni? Non possono spedirli? E i libri si lasciano trascinare o scalciano per restare dove sono nati?”
Mollo subito il mio fallato senso dell’umorismo: era solo un trucco per avere la tua attenzione, mio distratto lettore, perdònami. Vorrei parlarti dei book trailer, la cui traduzione letterale è il titolo di questo articolo.

Cosa è un book trailer?

È un filmato che parla di un libro. È un assaggio del suo alito, una spremitura del suo succo, una trasposizione del suo contenuto su un mezzo diverso dalla pagina scritta. L’idea è la stessa delle anteprime delle pellicole cinematografiche, i “prossimamente”. “To trail” significa “trascinare”. Quindi l’intenzione è: trascinare persone in libreria.
Come? Attizzando la curiosità con immagini, parole, suoni, suggestioni.
Il trailer di un film è una breve sequenza (pochi minuti) di immagini del film da promuovere, unite da/ad un commento sonoro e/o parlato. Nel poco tempo che ha, tende a usare tutto l’armamentario retorico possibile. Esistono: trailer infinitamente più belli del film che lodano; trailer che trasmettono lo spirito del film-madre, tanto da esserne una parte inseparabile per gli appassionati, tanto da essere forme d’arte a sé stanti; trailer orrendi che lasciano intuire il finale, che mentono sul film al solo fine di fare incassi, o che di tutto paiono parlare tranne che del film.
Il trailer esiste da un tempo sufficiente a poter creare una codifica di “genere”. Nel trailer classico (e credo di poter usare questo aggettivo) si parte dalle immagini (il medium cinema è fatto di immagini, tutto il resto è funzionale, insegnava Alfred Hitchcock) e le si impasta con le parole.
Un book trailer, poiché ha un libro come materia prima, dovrebbe usare il meccanismo esattamente opposto: si parte dalle parole e le si impasta con le immagini.

Quindi, chi vuol fare un book trailer…?

Deve spremere le parole del libro, ottenerne il senso, e mescolarle con ciò che di solito è il lettore a produrre: l’immagine. Operazione alchemica, direi, e rischiosa.
L’autore di un book trailer può ad esempio estrapolare passaggi intensi e/o significativi, unirli in modo da raccontare ciò che dice il libro senza aggiungere parole “aliene”; se ciò non è possibile, può dare elementi di trama e stile, inventare, mescolare ciò che c’è. Può creare un tappeto di parole che quanto più fedelmente possibile ricreino ciò che (si presume) proverà il lettore leggendo. Le parole hanno il potere assoluto. Le immagini vengono dopo e sono il legante.
Ma questa mia descrizione è rigida e fumosa allo stesso tempo. Come si fa a ottenere il senso del libro, ammesso che si debba? Chi decide? Qualcuno ha regolamentato la spremitura dei libri? (Riecco “Rieducational Channel”). Mi rispondo da solo: non so come si sprema il senso da un libro, non decide nessuno se non l’autore del book trailer, e il genere non è ancora codificato, siamo “in the wild”.
Un fatto degno di nota: l’autore del book trailer non è l’autore del libro, salvo eccezioni. Chi fa un book trailer può essere un semplice lettore, un fan dello scrittore, un film maker dilettante, il vincitore di una gara indetta dalla casa editrice, un professionista retribuito, una casa di produzione con esperienza. Quindi, accanto a book trailer “legittimi” possono esisterne di “apocrifi”.

Un tentativo di codifica

I book trailer che conosco esprimono una grande varietà di intenzioni e risultati. Gironzolando per il web vedo spesso l’ibrido, l’anonimo, il fallimentare, ma anche il creativo, l’impeccabile e l’imprevedibile. A volte mi sembra di guardare una pubblicità (che è un genere così ben codificato da essere auto-referenziale, ovvero in grado di citare e parodiare sé stesso), e allora capisco che l’autore è andato fuori categorie…
Già, categorie: me ne sono creato tre, di comodo, per raggruppare i trascinatori di libri, di cui faccio collezione.

Categoria 1 – I Rispettosi

I book trailer Rispettosi contengono un capitolo, un paragrafo o anche una sola frase del libro. A volte riescono pure a ricrearne una buona parte di trama (nel caso di opere narrative). Essi partono sempre dalla materia prima “parole del libro”. Le immagini sono statiche o poco animate: quadri disegnati dall’autore per illustrare il libro; disegni più simili a schizzi in movimento che a prodotti finiti; fotografie o riprese video che cercano di suggerire più che mostrare; in ogni caso, immagini studiate per non interferire con le parole. Il sonoro è sottile: spesso non c’è una voce narrante; manca una melodia riconoscibile; c’è un tappeto di note o effetti sonori su cui le parole cadono morbide.
Per poter riconoscere un book trailer come sicuro appartenente a questa categoria, basta trascriverne il parlato. Se “regge” anche su carta o su monitor, è un Rispettoso.
La mia modesta opinione: questi book trailer funzionano e sono gli unici a poter avere questa etichetta.
I miei quattro link:
(1) Marco Candida, “La Mania per l’Alfabeto”
http://it.youtube.com/watch?v=Z6Ka1vaawA0
(2) Francesco Fagioli, “Un Certo Senso”
http://it.youtube.com/watch?v=bTUjQsI8HM8
(3) Bernardo P., “100 pizzini prima di andare a dormire”
http://it.youtube.com/watch?v=7PRFtXHTjNU
(4) Monica Viola, “Tana per la bambina con i capelli a ombrellone”
http://it.youtube.com/watch?v=8vnWFMZ1HNE

Categoria 2 – I Traducenti

I book trailer Traducenti (traduttori seducenti) sono più smaliziati. Alle parole affiancano altri materiali da costruzione. Tentano di dare il senso del libro attraverso una traduzione in immagini studiate e lavorate. A volte sono favoriti dalla natura estremamente visiva, filmica, di certi passaggi del libro (dialoghi, monologhi, descrizioni di scene d’azione, particolarità dei personaggi, e così via). A volte hanno storyboard, piani di produzione, direttori artistici ed esecutivi, belle scenografie e bei costumi – e quindi un budget sostanzioso.
Trascrivendone il parlato su carta o monitor, si può ottenere qualcosa di sensato, ma palesemente privo di anima.
La mia modesta opinione: sono oggetti narrativi nuovi, curiosi, sorprendenti, belli da vedere, da rivedere… Ma non sono propriamente book trailer. Sono più simili ai book teaser (vedi di seguito), in quanto il loro fine è suggerire più che descrivere, incuriosire più che ricreare. Tradurre in immagini porta con sé il pericolo delle false aspettative: ciò che appare a video non sarà mai la sensazione provata dal lettore.
I miei quattro link:
(1) Will Christopher Baer, “Baciami Giuda”
http://it.youtube.com/watch?v=XvrisQDo5QU
(2) Neil Gaiman, “Coraline”
http://it.youtube.com/watch?v=wgcwsZ8tRE8
(3) Roald Dahl, “Matilda”
http://it.youtube.com/watch?v=zim007xslwk
(4) Wu Ming, “Manituana”
http://it.youtube.com/watch?v=VvcgE5lrs1A

Categoria 3 – Gli Sguaiati

L’ultima categoria di book trailer che individuo è quella senza freni. Osano tutto. Non hanno regole. E questo è un male, perché in assenza di “gabbie creative” il creatore rischia di andare alla deriva. Sono trionfi del kitsch, del cattivo gusto assolutamente involontario. Spesso si tratta di filmati con titoloni giganti, scene di sesso “intuito”, o di combattimento e azione cruda. Danno l’impressione di voler piazzare il libro sul mercato dei soggetti da film (“ma che, te credi che te pijano a Hollivud?”, penso guardandoli). Il modello alto a cui non arrivano è proprio il film di Hollywood costoso e ultra-popolare. Le parole del libro non reggono un bel niente, sono al più materiale da riempimento.
I libri d’origine sono sempre identificabili come appartenenti ad un genere. Noir, horror, chick-lit, soap opera. E a furia di star dentro il genere si degenera… Il libro parla di vampiri? Ècchete i dentoni e il sangue finto. Parla di un serial killer? Ècchete la caruccia nuda sotto la doccia. Titoloni formati da singole parole tipo “Fear” (“Paura”), “Shame” (“Vergogna”); oppure frasi standard, “Un assassino”, “Un cuore spezzato”, “Fame di vita”. Guardarli è spesso fonte di imbarazzo o di sghignazzo.
La mia modesta opinione: la si capisce da come ho descritto la categoria. Eppure, in certi rari casi, là dove la trasformazione è notevole, la nuova opera può essere salvata dall’oblio. “Che bel film”, uno pensa, “chissà come sarà il libro”.
I miei quattro link:
http://(1) Christine Feehan, “Dark Demon”
http://it.youtube.com/watch?v=y59wS0GydAg
(2) Deborah Macgillivray, “In Her Bed”
http://it.youtube.com/watch?v=nT1PdH6K4CU
(3) Scott Sigler, “Ancestor”
http://it.youtube.com/watch?v=k1TPWx6O0ag
(4) Dawn Thompson, “Blood Moon”
http://it.youtube.com/watch?v=dIBZrPUJT4c

I book teaser

Nel mondo del cinema, il teaser appare molto prima del film, a volte persino prima del primo ciak. È molto più breve del pur breve trailer. È un insieme di suggestioni, indizi, pezzi di trama, o solo un agglomerato di immagini confuse e confondenti. Sovente è muto, ha solo una musica suggestiva quanto generica. Nel caso estremo, fa vedere solo il titolone gigante del film, con buffe scritte di contorno (“dal regista di…”, “dai produttori di…”).
Un solo link:
Giovanni Arduino, “Senza te non sono niente”
http://it.youtube.com/watch?v=21RJBxkza60

Gli ibridi

C’è tutto un mondo, là fuori, che si trasforma mentre tento di descriverlo. Le categorie si contaminano, i generi si mescolano come geni, il book trailer assorbe pezzi di DNA dai videoclip musicali, dai documentari, dalle pubblicità. E allora è meglio godersi lo spettacolo più che ragionarci intorno.
I miei quattro link:
(1) Dean Koonz, “The Good Guy”
http://it.youtube.com/watch?v=DfOv-4LhyJk
(2) Simone Sarasso, “Confine di Stato”
http://it.youtube.com/watch?v=K2VB8lNLqU8
(3) Maurizio Temporin, “Il Tango delle Cattedrali”
http://it.youtube.com/watch?v=_G9SQ1DNOeI
(4) Monica Viola, “Tana per la bambina con i capelli a ombrellone”, creato da Grenar (spudorata auto-promozione!)
http://it.youtube.com/watch?v=OcH9geJtriI

I precursori

Arrivati sin qui io e te, o colto lettore, potresti dirmi che nulla è mutato sotto il sole, rimembrando certe cose passate in televisione secoli fa…
Forse ricordi “Gassman legge Dante”. Cos’era se non un book trailer appena un po’ lunghino? (Ma lunghino non è, in proporzione alla Commedia…). Forse ricordi Giuseppe Ungaretti che legge le proprie poesie, compiaciutissimo e teatralissimo (e un passato da attore ce l’aveva) mentre una telecamera RAI lo inquadra. Era o no un book trailer? E la mamma che ti leggeva le favole quand’eri piccolo, fermandosi dopo una manciata di paragrafi perché già dormivi, non ha forse fatto i book trailer dei tuoi sogni?
Sì, sto forzando un po’…

I pericoli del mestiere

L’autore del book trailer, per calcolo o per semplice goffaggine, può travisare i contenuti del libro, descrivendolo come “altro”. Uno va a leggersi il testo e scopre l’inganno in buona o mala fede. In questi casi è l’autore del libro a farsi una cattiva fama.
Accade lo stesso nei trailer del cinema. Le major di Hollywood, note per la loro ossessione per il profitto, a volte impongono una strategia di propaganda suicida. Una vittima illustre è il regista e autore M. Night Shyamalan. Dopo il grande successo di una storia di fantasmi, “Il Sesto Senso”, si è trovato a dirigere senza saperlo: una storia di super-eroi, “Unbreakable” (in realtà una riflessione sulla famiglia, sugli affetti e sulle difficoltà di vivere); una storia di alieni, “Signs” (una storia su Dio e sulla fede); una storia gotico-horror, “The Village” (una storia sulle umane paure e debolezze). Il più grande creatore di metafore spettacolari su temi dostoevskjiani (mia tesi), a giudicare dai trailer sembra invece uno che sforna film di genere, e di generi sempre diversi, e di grande richiamo al botteghino, uno dopo l’altro.
Bisogna pure considerare la natura manipolatoria del mezzo filmico. L’unione tra immagine, suono e voce narrante può far credere tutto e il suo opposto. Alcuni burloni si divertono a realizzare parodie di film celebri con la forma del trailer, usando rigorosamente immagini autentiche di un certo film, cambiando solo la colonna sonora e il commento narrato… Ce vo’ talento!
Altri quattro link (occhio ché bisogna capire bene l’inglese parlato):
(1) “Shining” è una commedia romantica
http://it.youtube.com/watch?v=KmkVWuP_sO0
(2) “Fight Club” è un film sui locali gay
http://it.youtube.com/watch?v=yXqWUKYgLXg
(3) Chi era il regista di “Arancia Meccanica”?
http://it.youtube.com/watch?v=zhvsndVYRuI
(4) Ah, già, quel romanticone che ha diretto “Pulp Fiction”!
http://it.youtube.com/watch?v=gU3QyhE_YpI

Per approfondire

http://www.book-trailers.eu/
http://www.thebookstandard.com/bookstandard/events/book_video/index.jsp
http://blog.panorama.it/libri/2007/07/27/i-libri-marsilio-finiscono-su-youtube-nei-book-trailer/
Un classico dell’orrore: Mary Poppins!
http://it.youtube.com/watch?v=2T5_0AGdFic

A cura di

Grenar
Grenar

Videomaker

BARI (BA)

GA4