Resi nel commercio elettronico: è meglio offrirli gratuitamente o a pagamento?

Come gestore di un e-commerce, dovresti offrire i resi gratuitamente o farli pagare? Il tema è sempre più discusso nel mondo dell’e-commerce, soprattutto con l’aumento delle aziende che stanno rivedendo le proprie politiche. Ma qual è l’opzione migliore per una piccola impresa?

Il vantaggio del reso gratuito

Il reso gratuito è spesso considerato un modo per rassicurare i clienti e incentivarli ad acquistare online senza il timore di perdere denaro se il prodotto non è adatto. Secondo Forbes, il 90% dei consumatori ritiene essenziale un processo di reso facile.

Naturalmente, non tutti i venditori offrono lo stesso tipo di servizio di reso. Una grande catena può gestire facilmente i resi nei propri negozi fisici, mentre un piccolo rivenditore online potrebbe avere più difficoltà. Tuttavia, se implementato correttamente, il reso gratuito può migliorare la fiducia dei clienti, aumentare le vendite e ridurre l’abbandono del carrello, soprattutto per prodotti come l’abbigliamento, dove è difficile valutare la vestibilità online.

Le problematiche del reso gratuito

D'altro canto, i costi legati ai resi gratuiti possono crescere rapidamente, specialmente con alti tassi di restituzione degli acquisti online. In alcuni casi, fino al 30% dei prodotti viene restituito, come riporta Cleanhub. Per molti rivenditori, i resi gratuiti stanno diventando insostenibili.

Alcuni grandi marchi, come ASOS, ora addebitano i costi di reso a meno che il cliente non conservi almeno 40 sterline di merce acquistata. La gestione dei resi è costosa e questi costi possono erodere i profitti.

Inoltre, i resi hanno un impatto ambientale significativo. Ogni reso comporta ulteriori imballaggi e trasporti, e molti articoli restituiti, specialmente nel settore della moda, finiscono nelle discariche.

Perché far pagare i resi può essere vantaggioso

Far pagare i resi può aiutare a ridurre comportamenti come il “wardrobing“, in cui i clienti acquistano articoli per usarli temporaneamente e poi li restituiscono. Questo approccio aiuta le aziende a risparmiare denaro e a ridurre l'impatto ambientale dei resi. Una soglia di spesa che consente il reso gratuito potrebbe essere una soluzione equa, permettendo ai clienti di ordinare più taglie senza problemi.

Alcuni rivenditori utilizzano politiche miste. Zara, per esempio, fa pagare una piccola somma per i resi postali, ma offre il reso gratuito nei negozi. Altri, come Amazon, incentivano i clienti a restituire i prodotti in punti di consegna per ridurre i costi logistici.

Migliorare l’esperienza di reso

Far pagare i resi non deve per forza compromettere l’esperienza del cliente, anche per i piccoli negozi online. Offrire opzioni di reso convenienti, come punti di consegna diffusi, resi senza stampare etichette o il ritiro a domicilio, può rendere il costo del reso più accettabile per i clienti. Se ben comunicati, questi servizi possono persino aumentare la fedeltà del cliente.

Per esempio, quando ho acquistato alcuni articoli nell’UE, sapevo che avrei dovuto pagare per il reso, ma la convenienza del ritiro a domicilio senza dover stampare nulla mi ha convinto a procedere con l’acquisto.

Qual è la scelta migliore per te?

La gestione dei resi richiede un equilibrio tra arte e scienza, come suggerito dalla Harvard Business Review. Se i margini di profitto sono ridotti o se operi in un settore altamente competitivo come la moda, potrebbe essere necessario far pagare i resi per mantenere la redditività e ridurre l’impatto ambientale. Tuttavia, è possibile trovare un compromesso migliorando le descrizioni dei prodotti, offrendo prove virtuali e guide alle taglie per limitare il numero di resi.

In definitiva, mentre il reso gratuito potrebbe ancora funzionare per alcune aziende in crescita, far pagare i resi offre vantaggi a lungo termine sia per il business che per l’ambiente.

Non esitare a chiedere un pagamento per i tuoi resi, purché il servizio offerto valga il costo.

Se hai dubbi sulla strategia di reso migliore per te, richiedi una consulenza con noi di Netsu. Siamo esperti di e-commerce e saremo felici di discutere il tuo caso.
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A cura di

Pietro Riccio
Pietro Riccio

Consulente e-commerce Magento - Adobe Commerce - Shopify - WooCommerce

Milano (MI)

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