Indicizzazione, tra mito e realtà

È giunto il momento di fare un po’ di chiarezza sul sistema delle indicizzazioni dei siti web da parte dei motori di ricerca. Gli argomenti da trattare sarebbero molti, ma quello che ci preme in questo articolo è sfatare alcuni miti legati a questa pratica e fornire alle aziende gli strumenti necessari per valutare con esattezza l’efficacia delle innumerevoli offerte di indicizzazione che tutti i giorni intasano le caselle di posta dei nostri PC.

INDICIZZARE UN SITO NON SIGNIFICA POSIZIONARLO:
Per prima cosa, quando si parla di indicizzazione ci si riferisce alla semplice operazione di segnalazione del sito ai motori di ricerca e alle directory. Un’operazione che tutti possono fare. Si cercano i motori di ricerca e le directory a cui si vuole segnalare il sito, si compilano i campi richiesti e si invia la segnalazione. Niente di più e niente di meno! Attenzione, la segnalazione è un po’ come dire ai motori di ricerca e alle directory: “Ehi, sappiate che esisto anch’io in Rete, appena avete un attimo di tempo passate dalle mie parti e inserite le mie pagine all’interno dei vostri database”.

L’indicizzazione non assicura il posizionamento nei motori di ricerca. Ergo, le super offerte speciali che garantiscono l’indicizzazione al prezzo di un cappuccino, forse, si riferiscono semplicemente alla segnalazione di cui sopra, che d’altra parte può essere fatta anche da un bradipo, che non chiede soldi e che di informatica ne sa ben poco.

SPIDER, GARANZIA DI INDICIZZAZIONE:
Specie per i motori di ricerca l’indicizzazione rappresenta una sorta di sollecitazione, un’esortazione a catalogare le pagine del sito web in questione in tempi relativamente brevi. Di fatto, l’indicizzazione, prima o poi, anche senza il pungolo della segnalazione, avviene comunque.

I motori di ricerca, infatti, sono dotati di spider, software che navigano la Rete in cerca di nuovi contenuti da archiviare. Gli spider o crawler scandagliano il web in lungo e in largo rimbalzando da un collegamento all’altro senza un attimo di sosta. Così succede che, quasi contro ogni nostra volontà, almeno la home page viene fagocitata dai motori di ricerca.

D’altra parte Internet è proprio questo, un immenso ipertesto da “sfogliare” con infiniti clic.

POSIZIONAMENTO, UNA QUESTIONE DI TEMPO:
Un lavoro completo di indicizzazione prevede obbligatoriamente il posizionamento. Stare nei database dei motori di ricerca e delle directory, ma non comparire mai quando sarebbe il caso di farlo è come mettersi in coda nelle liste di collocamento, inutile. Serve giusto a ripulirsi la coscienza e a illudersi di aver fatto qualcosa di buono per il proprio futuro o per quello della propria azienda.

Ecco allora un’altra verità incontrovertibile: indicizzare e posizionare un sito web all’interno dei motori di ricerca e delle directory è un’operazione che richiede tempo. Quanto? Anche un anno. Con un lavoro ben fatto di aggiornamento dei contenuti del sito è possibile accorciare i tempi.

È necessario dunque avere pazienza se si vogliono ottenere dei risultati, anche nel web la fretta è una cattiva consigliera. Tutto e subito non è consentito, qualsiasi cifra si paghi. Ogni motore di ricerca ha i propri tempi, spesso lunghi, e le proprie regole di indicizzazione e posizionamento.

Chi promette soluzioni rapide e di sicuro successo mente.

KEYWORD E DESCRIPTION:
Per posizionare un sito web è necessario pianificare un lavoro organico e costante nel tempo. Bisogna conoscere il sito che si vuole indicizzare, la sua attività e il suo target. L’idea che possa bastare un elenco sterminato di parole chiave e una descrizione dettagliata dell’attività è, ormai, un’idea anacronistica. Le “Keyword”, per esempio, non servono quasi più a nulla. Google, il motore di ricerca più utilizzato in Italia e nel mondo, salta a piè pari questi meta tag.

Inserire centinaia e centinaia di keyword in un sito significa esercitare una forzatura del sistema. Inizialmente, si può assistere a una accelerazione dei risultati, ma alla lunga questa pratica potrebbe essere considerata SPAM e penalizzare il sito. Chi si occupa dell’indicizzazione di un sito dovrebbe accontentarsi di chiedere solo alcune parole chiave al cliente che commissiona il lavoro.

Già, perché le parole chiave devono essere scelte in base alle ricerche degli utenti. Il SEO (search engine optimization) utilizza degli strumenti in grado di calcolare il volume delle ricerche per ogni parola chiave. Non solo, questi strumenti, attraverso un calcolo statistico, forniscono un elenco di parole chiave alternative intorno alle quali esiste un reale volume di ricerca da parte degli utenti. Meglio fare un esempio:

un’azienda che si occupa di assistenza e manutenzione di impianti di condizionamento definirà la propria attività utilizzando appunto questi termini che scomposti potrebbero diventare:

“assistenza condizionatori”, “manutenzione condizionatori” ecc.

Ecco allora che l’esperto SEO, con gli appositi strumenti, valuta l’effettiva resa di queste parole chiave. Risultato, il volume delle ricerche svolte dagli utenti intorno a queste keyword è molto basso, i navigatori sono soliti cercare questo servizio digitando altre parole chiave come:

“aggiustare condizionatore”, “riparazioni condizionatori” ecc.

Nel meta tag keyword possono bastare 10 parole chiave. Discorso diverso, invece, per i contenuti del sito. Questi vanno puntualmente aggiornati. È qui che i motori di ricerca fanno incetta di parole chiave. Si tratta di curare i testi delle pagine con cura e attenzione cercando di aumentare la densità delle parole che meglio definiscono l’attività svolta. È importante incrementare le parole o le definizioni utilizzate nel titolo della pagina, posto in alto nella barra blu del browser.
Il tag “title” gode di grande stima nella grande famiglia dei motori di ricerca.

Diffidate da chi propone l’indicizzazione e il posizionamento basando questo lavoro sull’utilizzo scellerato di keyword.

REGISTRA IL TUO SITO SU 3000 MOTORI DI RICERCA!
Il titolo di questo paragrafo è decisamente allettante. Si tratta di una delle tante offerte di indicizzazione proposte da sedicenti esperti SEO. Ma a cosa serve registrare un sito su 3000 motori di ricerca? Semplice, a niente. Per due motivi essenziali:

1 le pagine dei motori di ricerca che restituiscono un risultato dopo una ricerca per parola chiave non hanno un page rank assegnato, per cui la popolarità del sito che si è registrato non subisce alcuna variazione.

2 la maggior parte degli utenti Internet nemmeno sanno dell’esistenza di quei 3000 motori di ricerca. Registrare il sito sul fantomatico motore “l’ago nel pagliaio” non giova a nessuno se non al motore stesso. Il lavoro di indicizzazione e posizionamento va fatto sui principali motori di ricerca, ad oggi: Google, Yahoo, MSN e Altavista.

Evitate facili seduzioni. Chi “dà i numeri” spesso inganna.

PER CONCLUDERE
Vogliamo concludere l’argomento ricordando che per svolgere un buon lavoro di indicizzazione e posizionamento occorre equipaggiare il sito di un sistema di statistiche adeguato, che monitori le pagine web costantemente e che informi sui flussi di traffico in entrata e in uscita. Sapere quanti visitatori rimbalzano sul sito, attraverso quali ricerche, quante e quali pagine vengono visualizzate durante la navigazione, quali sono i punti di abbandono sono elementi essenziali per pianificare interventi SEO mirati ed efficaci.

A cura di

trimalcione
trimalcione

web agency

Milano (MI)

GA4