Chiunque gestisce un sito e vuole farne un punto di riferimento nella Rete, deve metter in conto di realizzare e pubblicare una newsletter.
Tra i principali motivi che devono spingere alla realizzazione e pubblicazione di una newsletter è il fatto che in questo servizio si è totalmente attivi e non passivi come nella normale amministrazione del sito; per questo la newsletter diventa elemento di fidelizzazione del cliente.
Un cliente fidelizzato ha più fiducia in quel che gli viene proposto attraverso una newsletter piuttosto che nei soliti strumenti di advertising (banner prima di tutti).
La newsletter è poi un veicolo per trasmetter informazioni accurate: questo risulta particolarmente importante quando si cerca di “educare” i consumatori a riguardo di un prodotto o un servizio complesso. Una volta che i clienti, o meglio i potenziali clienti, avranno compreso pienamente i vantaggi che deriverebbero dall’acquisizione di un determinato prodotto o servizio, essi saranno molto più ben disposti a comprare.
La promozione di una newsletter non richiede strumenti e strategie molto diversi dalla promozione di un sito o di un qualsiasi servizio offerto del sito, per la precisione:
▪ Iscrizione ai motori di ricerca: bisogna considerare una newsletter come un sito indipendente; è perciò necessario iscrivere le pagine del sito dedicate al modulo d’iscrizione della newsletter e l’elenco dei numeri pubblicati a tutti i motori di ricerca e alle directory italiane dedicate alle newsletter.
▪ Inserimento di un interstitial all’apertura o alla chiusura: l’interstitial (pop up che si apre in seguito ad un’azione dell’utente al sito), se ben fatto e se discreto, è certamente lo strumento più potente per la promozione di un servizio interno al sito e per una newsletter in particolare. Chi visualizza l’interstitial è sicuramente interessato all’argomento.
▪ Cross promotion con altre newsletter. Chi è iscritto a una newsletter è solitamente disposto a riceverne altre. E’ perciò utile proporre, possibilmente a newsletter di dimensioni simile alla propria, una cross promotion. Se si hanno pochi iscritti alla newsletter è utile scambiare, quando è possibile, banner in cambio della sponsorizzazione di una newsletter.
▪ Marketing virale: il passaparola è ancora un potentissimo strumento di promozione nel web. Il marketing virale può essere realizzato semplicemente con l’inserimento, all’interno della e-mail e delle pagine del sito dove la newsletter viene approfondita, di un modulo che inviti a scrivere ad un amico. Se il contenuto della newsletter è interessante, saranno in molti a diffondere il marchio della newsletter e del suo sito in tutto il web.
La newsletter può essere anche un buon viatico per la pubblicazione e la promozione di prodotti e di servizi del sito. Questa è la principale fonte di guadagno (diretto) di una newsletter. Ma molti siti non vendono alcunché e in questo modo per guadagnare, attraverso l’nvio di una newsletter, è quello di farla sponsorizzare.
La sponsorizzazione può essere effettuata con un breve spot da collocarsi o in cima o in calce al testo e i guadagni possono essere calcolati per e-mail inviata o per click.
Il fatto che uno spot inserito in una newsletter è molto più cliccato di un banner è facilmente spiegabile; un navigatore è molto più disposto a compiere un’azione (un click) dopo averne già fatto uno (l’apertura della e-mail). Inoltre, cosa più importante, l’iscritto a una newsletter è molto più fidelizzato di una semplice utente occasionale di un sito e proporzionalmente più grande è la sua fiducia nei prodotti proposti
E’ poi utile ricordare che è sempre importante applicare una logica di opt-in per l’iscrizione a qualsiasi servizio, ossia richiedere esplicitamente un’azione per l’iscrizione (alla newsletter come a qualsiasi servizio).
Inoltre, cosa ancora importante, non bisogna per nessuna ragione vendere o cedere gli indirizzi e-mail terzi. Chi si iscrive ad una newsletter non vuole vedersi invadere la casella di posta di e-mail pubblicitarie non richieste. Bisogna anche ricordare che la vendita o la cessione di indirizzi e-mail a terzi è vietata non solo dalla “netiquette”, ma anche dalla legge sulla Privacy (D. Lgs. 196/2003).
