Quando seguire gli standard paga...

Chi ha mai visto il telefilm My name is Earl? In modo esilarante si parlava di Karma e del fatto che se fai una cosa buona ti torna indietro prima o poi, mentre se fai una cosa brutta ti si ritorce contro.

Anche nel webdesign esiste questa regola, come nella vita. In particolare riguardo agli standard. Oltre a creare siti buoni, navigabili, e quindi richiamare karma positivo di persone che dicono: “uh bello”, “oh ho trovato quello che cercavo”, “ah ecco”, “oh bene”…etc seguire gli standard paga, sia emotivamente, sia professionalmente, sia in termini economici. Perchè?

Come già accennato in questa discussione (http://www.italianwebdesign.it/forum/topic.php?id=30), perchè, almeno personalmente, succede che dal fare i siti per il panettiere sotto casa, si passa a fare siti di aziende, fino a lavorare poi per webagency e altri professionisti in esubero di lavoro, che chiedono però un lavoro di qualità, che segua gli standard e che non siano poi da correggere da capo in un secondo momento con dispendio di energie ulteriori.

I clienti infatti a meno che non se ne intendano non sanno nemmeno cosa siano gli standard, seppure immaginano che ne esistano in ogni settore.

E paga seguirli…perchè se devi stare dietro al panettiere che non paga i suoi 200 euro che si suda davanti al forno e pretende di farteli sudare il doppio, è altrettanto vero che le webagency se ben avviate e serie ti pagano sull’unghia o a scadenze regolari per i tuoi lavori accessibili. Con i notevoli vantaggi che comporta.

Questo non vuole dire però che chi fa siti web standard o accessibili si fa pagare cifre astronomiche. L’accessibilità è incorporata nella professionalità standard e nostro dovere senza prezzo ;)

E’ quello che è successo a me. E a voi seguire gli standard paga?

A cura di

Lauryn
Lauryn

Web coach marketing consultant

Milano (MI)

GA4