Di mestiere faccio il musicista, sopratutto l'arrangiatore. Oggi che la musica ha praticamente esaurito molte possibilità di inventiva a livello strutturale e armonico, l'arrangiamento è diventato un elemento fondamentale di distinzione.
Ma cos'è l'arrangiamento?
E' la modalità in cui si mette in opera l'idea della composizione musicale.
E' quella fase di strutturazione e armonizzazione di un brano musicale, dove si organizza l'interazione e la scelta tra degli strumenti che eseguono un brano, nonché la modalità con cui essi eseguiranno la composizione.
Faccio un esempio per i neofiti: immaginate la differenza che c'è quando cantate "hotel california" con la chitarra in una serata tra amici, e lo stesso brano ascoltato dal disco degli Eagles.
Negli studi arriva l'artista che, spesso proprio con la chitarra, fa ascoltare la sua composizione, e da lì si parte, con o senza direttive del cliente.
Oggigiorno, sempre più di frequente, per arrangiamento s'intende la produzione completa del brano, ovvero un prodotto il cui risultato sfiora la qualità di un disco in commercio.
Gli attuali software offrono infinite possibilità e capacità produttive, nonché suoni assolutamente realistici, caratteristiche che rendono evitabile il doppio passaggio arrangiamento-disco, cosicché l'arrangiatore si trova sempre più spesso a fare il produttore vero e proprio. (arrangiatore+strumentista+fonico)
La riuscita di un brano, data l'importanza del ruolo dell'arrangiamento in questo, è quindi strettamente interconnessa con il rapporto che vige tra composizione ed arrangiamento, e quindi tra compositore e arrangiatore.
E qui si entra in un universo particolare!
L'arrangiatore, quanto l'artista, può avere, e spesso ce l'ha, una funzione creativa, non solo tecnica.
A mio avviso, per ottenere un buon risultato, almeno un pizzico di questa funzione creativa gliela si deve assolutamente concedere, poiché, riducendolo ad un semplice "montatore tecnico" dell'idea che l'artista ha già in mente, si finisce sempre con l'ottenere un risultato freddo e calcolato, povero di spontaneità e freschezza, privo di un "quid" che l'arrangiatore ( che è un musicista, innanzitutto), se fosse stato lasciato parzialmente "a briglia sciolta", avrebbe aggiunto in modo naturale.
Nella mia modesta esperienza lavorativa mi è capitato di incontrare diverse tipologie di artisti in cerca di arrangiamento:
1) L'arrangiatore (??!!??): colui a cui mancano solo i mezzi tecnici e sa bene la piega che il suo brano deve prendere, e sa anche come fargliela prendere, se non fosse che non è tecnicamente in grado di usare le attrezzature.
Tale musicista è talmente maturo che sa anche quando è il caso di lasciare l'iniziativa alla creatività dell'arrangiatore, o9b910e62f8ea9e32c5666b42eba102c4.gif di seguire i suoi consigli.
Per noi arrangiatori, tali artisti sono una benedizione!
2) L'indeciso: non sa proprio che stile dare a ciò che ha composto...si affida cuore ed anima all'arrangiatore e8ebfdf68bab4183172006a58f6bc79d1.gif "preg'a'maronn" che tutto vada bene...anche questi sono una benedizione.
3) Il finto indeciso: lo fa un po' per premura e rispetto; un po' perché sa che non è male lasciare all'arrangiatore certe scelte; un po' perché lo è, indeciso; e un po' non so perché...fatto sta che questi sono un vera disgrazia
l'arrangiamento non è mai come lo avrebbero voluto... avevano un'idea precisa in testa ma non l'hanno espressa, e così tocca ricominciare daccapo o, nella migliore delle ipotesi, revisionare il lavoro.
3) Il modesto: ha le sue idee, magari bizzarre o mal organizzate, ma è disposto a lasciarsi, se è il caso, influenzare dalle tue, creando un'ottima collaborazione, fatta di tolleranza e costruttività ...benedetti!!!53a7be4bb9f535f1a7d9d56efe8263da.gif
4) L'incompetente inconsapevole: non ne sa nulla di come può essere arrangiato un brano, però crede di sì (e di essere molto più bravo di te!).
Sono quelli che credono che un mestiere si può improvvisare...che 20 anni di esperienza non migliorano le capacità di un uomo.
Sono una tortura... pretendono che si costruisca il quinto piano senza aver messo le fondamenta, e preferiscono avere un appartamento con la cantina piuttosto che con il bagno, sostenendo che la casa, in questo modo, non è solo più funzionale, ma anche più vendibile!!
Il più delle volte si cade in una crisi paralizzante, privati della capacità di portare a termine un lavoro "instrutturabile" e senza legge...come giocare a carte senza le regole.
Generalmente, prima di cominciare degli arrangiamenti con tali "artisti", si deve essere arrivati ad accumulare almeno 4 bollette arretrate, ed aver familiarizzato con la vacuità del frigorifero nelle ultime 3 settimane. ( l'arrangiatore è sì, abituato, come ogni artista che si rispetti, ma è pur sempre un essere umano)
In quest'ultimo caso, in cui l'attaccamento al corpo costringe l'arrangiatore a simil destino, per lui, prima di mettersi al974048166ed8eaf0aa08f7184f1a1117.gif lavoro, è d'obbligo rivolgere, con sentita ed intensa umiltà, una preghierina ( anche due) a S.Cecilia, affinché il suo nome non compaia mai associato al quel "pastrocchio" musicale.
5) I puntigliosi : vogliono che il brano esca esattamente, alla virgola, come lo immaginano loro...è semplicemente IMPOSSIBILE, oltre ad essere, per i motivi che ho elencato all'inizio, controproducente.
E' impossibile per il semplice fatto che un arrangiamento non si può spiegare nei dettagli, a meno che non si voglia clonare un artista già conosciuto.
Spiegare nei dettagli un arrangiamento immaginato è come riuscire a cantare, da soli, una sinfonia, facendo sentire tutti gli strumenti.
Ci sono altre categorie, ma qui mi fermo, altrimenti vi annoio più di quanto non abbia già fatto.
Un ultima precisazione: fate attenzione, perché di tutte queste caratteristiche, sono fatti anche gli arrangiatori!! :-)
Devo ammettere che quando un arrangiamento riesce bene, ovvero si arriva a dire, ascoltandolo: "Aoh, ma senti come suona!!!", è una bella soddisfazione....ma sarebbe un errore farsene un vanto, perché neppure l'arrangiatore stesso lo poteva prevedere, e quindi non ha certo nessun merito, se non quello della pazienza e della fiducia nel brano stesso e nella vita.
E' così, e si sperimenta molto chiaramente.
Cominciare un arrangiamento, per quel che mi riguarda, è una vera scocciatura....ore ed ore ( o giorni!) ad ascoltare suoni, ad immaginare quel che "potrebbe essere" , ad importare file e impastrocchiare il progetto musicale con decine e decine di suoni e loop, solo per fare delle prove e cercare di imbroccare una giusta strada.
In quei momenti iniziali non si sospetta minimamente che il brano, una volta piantatone il seme ed innaffiato di semplice attenzione, si svilupperà da sé.
Il tempo di un caffè per resuscitare dallo scoraggiamento per la mancanza di idee "interessanti", et voilà, improvvisamente ed inaspettatamente l'idea esce fuori da sola...magari da un errore, un file messo al posto sbagliato per la stanchezza, o la radio del vicino che suona quel brano che non centra nulla ma che "accende una lampadina" tra i neuroni confusi e litigiosi che si agitavano nella testolina dell'arrangiatore.
E da lì in poi è tutta discesa ( o quasi): il brano cresce da sé, è un bimbo che sa già il suo destino, e che prenderà una piega sua, che lo si voglia o no.
Ha la sua essenza, è inutile opporsi alla piega che un arrangiamento sta prendendo... è solo spreco di energia, i più belli arrangiamenti crescono da soli.
Sta all'arrangiatore seguire con entusiasmo, fiducia, pazienza e determinazione instancabile quello che oramai è sbocciato e deve essere solo innaffiato...il sole farà il resto.
