Twitter e la comunicazione di massa

Succede che Twitter imploda a causa della morte di Michael Jackson o che faccia scalpore vedere Demi Moore dal dentista. Succede che in Germania la politica metta in discussione Twitter dichiarandolo uno strumento anti-democratico. Infatti è di ieri la notizia che le elezioni regionali tedesche sono state “funestate” da Twitter e dai suoi utenti che hanno anticipato i risultati del voto prima ancora degli exit poll.
Quello che soprattutto la politica ancora non ha compreso o meglio ha compreso fin troppo bene, è che gli strumenti di informazione e di comunicazione di massa sono mutati rispetto a 50 anni fa. Non solo giornali, tv e radio, strumenti ancora buoni ma lenti rispetto al web. L’informazione sul web corre più veloce è un dato di fatto ed in questo forum, blogs e social network la fanno da padroni. Dire che Twitter è anti-democratico solo perchè anticipa delle notizie è non conoscere la realtà di internet e ovviamente discriminare uno strumento come il social network che a quanto pare in Europa dove l’informazione è scadente un po’ ovunque ed altamente manipolata, non viene proprio digerito.
Filtrare la notizia o manipolarla
Ho sempre pensato che fin quando un qualsiasi organo di informazione avesse usato filtri e censure per poi poter finalmente dare uno notizia fosse davvero ridicolo al giorno d’oggi quando un qualsiasi blogger di qualità riesce a raggiungere in brevissimo tempo molti più utenti senza filtrare nulla e dando quindi un servizio diverso oltre che più immediato. Spesso poi il termine filtrare assume connotati inquietanti. Filtrare significa togliere, eliminare contenuti sgradevoli, indesiderati, poco attinenti o inattendibili. Avrebbe una sua importanza se non fosse usato spesso impropriamente, sconvolgendo i contenuti stessi, modificandoli al punto da edulcorarne il significato o alterando i contenuti stessi. Ecco perchè Twitter o Facebook fa nnotanta paura, perchè è quasi impossibile filtrare ed in questo il cosiddetto “citizen journalism” ovvero il “giornalismo partecipativo” cresce, si evolve e diventa sempre più motivo di tensione specialmente in campo politico o di quella editoria dedita al vero e proprio assemblaggio di dati da propinare all’utenza finale.
Veridicità delle informazioni sul web
Molte volte mi sono trovato a fronteggiare bloggers davvero poco attendibili o che mossi da spirito poco critico ricalcavano forme di informazione e comunicazione da sezione di partito, e spesso ho potuto constatare la falsificazione totale di concetti e opinioni rispetto a contenuti reali.
In molti si sono chiesti quanto possa essere attendibile un blog o un social network, e quindi un blogger o un utente di Twitter. Sotto questa mini-crociata che spesso editoria e politica fa nei confronti di questi strumenti (fortunatamente non tutta l’editoria e non tutto il mondo politico), c’è ovviamente la paura di perdere una supremazia sull’informazione e quindi una perdita di potere reale e di controllo. Ecco perchè in Germania lo scalpore suscitato dalla notizia con cui ho iniziato il post per me non è neanche una notizia ma una constatazione di fatto, in quanto come unico rimedio “al male” si tenta di delegittimare blogs e social network sperando che qualcuno abbocchi all’amo. Ma proprio perchè in assenza di filtri questi strumenti risultano essere di gran lunga più democratici rispetto ai soliti strumenti d’informazione e comunicazione di massa. Con buona pace delle elezioni regionali tedesche.
Prossimo post inerente al tema Comunicazione, Informazione e Strumenti Web parleremo di Caos e felicità del web.
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A cura di

LaRadice
LaRadice

impiegato

Giffoni Sei Casali (SA)

GA4