Digitalizzazione & Archiviazione Immagini

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Contenuti:
1 - Lavorazioni su file digitali.
2 – Creazione copie in bassa definizione, terminologia e parametri
3 – tipologie di file, ottimizzazione per usi video e web
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1 - Lavorazioni su file digitali.

Per stampare un qualsiasi documento le moderne macchine di stampa necessitano di impianti analogici o direttamente di file digitali, con una qualità minima (anche se si può stampare a meno) di 300 dpi.
DPI vuol dire Dot per Inch , punti x pollice, i punti sono i famosi pixel, l’unità di misura dell’immagine, ogni pixel ha un suo colore e tutti insieme formano l’immagine.
Un file digitale è ottenuto da una scansione di un supporto analogico, sia stampa sia lastra positiva o negativa, con l’uso di uno strumento chiamato scanner, che acquisisce il supporto analogico e crea un file digitale, salvato in un formato standard, che racchiude le informazioni relative ai pixel in cui viene suddivisa l’immagine.
Fondamentalmente uno scanner usa un sensore, come le macchine fotografiche digitali, per leggere l’immagine, e un software per elaborarla e creare una mappa digitale fatta di punti, pixel.
Ogni sensore, in base alle sue caratteristiche, può produrre un certo numero di pixel x centimetri (o DPI), e questo determina la qualità primaria del file digitale.
Gli attuali scanner consumer sono in grado di produrre documenti di migliaia di pixel per cm, per esempio possono leggere una dia 35 mm lavorando a 3.600 DPI e producendo un file di 3.200 x 4.800 pixel con dimensioni reali di 2,4 x 3,6 cm. (3.200 x 4.800 = 15.600.000 pixel, 15 Megapixel)
Dato che per stampare con buona qualità occorrono almeno 300 dpi se si allargano le dimensioni di stampa di tale file si vedrà che si ottiene appunto un file di 24 x 36 cm a più di 350 DPI, quindi un file ottimo da stampare su un formato A4
Le nuovissime macchine digitali su 35 mm montano sensori da 12 mgpixel o più, in grado quindi di dare un file con quasi le stesse caratteristiche di una buona scansione di un 35 analogico.
Si evince quindi che se si vogliono avere delle copie digitali in alta definizione (minimo 300 dpi) in formato A4 (21 x 29 cm) bisogna avere dei file di c.a 2.500 x 3.500 pixel, un file che nei formati non compressi come il tiff ha un peso di c.a 30-40 mb.




Lo stesso file in un formato jpg che usa algoritmi di compressione può pesare c.a 3-5 mb
Logicamente da un file cosi ottenuto si potrà avere una buona stampa nel formato a4, massimo nel formato a3, ma se si tenta di allargare le dimensioni di stampa non si avrà un buon risultato.
Questo perché se si produce un documento a 300 dpi con dimensioni 21x21 si produce un documento che ha 118 pixel per cm, se si vuole allargare quel documento a dimensioni maggiori, tipo a 40 cm, si hanno solo due possibilità:
si diminuisce la densità dei pixel, se lo si porta a 40 cm si ottiene 62 pixel/cm, (e
quindi sgrana progressivamente aumentando le dimensioni, si cominciano a vedere i pixel che sono dimensionalmente più grandi)
oppure si fa una cosiddetta interpolazione, (in pratica si creano dei pixel aggiuntivi con colori simili a quelli vicini e li si inseriscono nel documento) inserendo dei pixel aggiuntivi per mantenere sempre 118 pixel/cm, cosa che molti programmi possono fare, ed è proprio quello che le tipografie o i service fanno.
peraltro il documento che si ricava NON è esattamente come l'originale, sono stati creati ed inseriti dei pixel "nuovi", calibrati secondo le caratteristiche dei pixel adiacenti, quindi il risultato può essere anche
buono.
In pratica da un 24x36 si può ottenere con un buon scanner un file di 3.200 x 4.800 pixel, che a 300 dpi dannno un documento di max 30x40, A3.
Se si produce un documento originale a 300 dpi di 21 cm, cioè di c.a 2.500 pixel per lato andrà bene per la maggior parte degli usi, A4 si potrà ingrandirlo ad un A3 (nella maggior parte dei casi senza problemi), per formati maggiori bisogna partire da una scansione a maggior definizione (scanner a tamburo professionale, migliaia di DPI in lettura) e cmq se parliamo di un 24x36 dipende dalla qualità del fotocolor poter ingrandire fino a formati da poster senza dover effettuare delle lavorazioni particolari.
per i grandi formati comunque i service devono sempre interpolare e ritoccare e lavorare i file digitali, naturalmente se si ha un 6x6 o lastra come base la maggior definizione viene riprodotta anche in fase di acquisizione e i file ottenuti potranno avere dimensioni maggiori e di elevata qualità.
Non ci occuperemo qui delle lavorazioni in alta intese come interventi sul file, ritocchi etc., ma ricordiamo che al giorno d’oggi per il 90% degli utilizzi commerciali si usano e scambiano file digitali in formato JPG, misure A4 a 300 DPI, con qualità 10 o meno, in pratica file che pesano c.a 2-5 mb l’uno, c.a 15-25 mb aperti con un programma classico come photoshop.


2 – Creazione copie in bassa definizione, terminologia e parametri
3 – tipologie di file, ottimizzazione per usi video e web

RISOLUZIONE:

Si intende per bassa risoluzione un file digitale salvato a meno di 150 dpi.
Qualsiasi video commerciale visualizza le immagini sullo schermo in modo praticamente identico, siano a 300 o a 32 dpi, si definisce (per vecchie ragioni di comodità, inutili qui da approfondire) bassa definizione per usi video un file a 72 dpi (dot per inch, punti per pollice) , quindi qualsiasi immagine digitale usata per usi web e video viene lavorata a 72 dpi, inutile salvarla a definizione maggiore.

DIMENSIONI:

Le dimensioni di un file digitale si misurano meglio in pixel (il punto base di un file immagine) che in cm, dato che le dimensioni in cm dipendono cmq dalla risoluzione usata, quindi dai dpi. il rapporto pixel/cm è infatti un rapporto proporzionale diretto con un coefficente determinato dai dpi a cui è stato salvato il file.
lo standard dei video in visualizzazione era, fino a c.a 3 anni fa, di 800 x 600 pixel, che corrispondono, a 72 dpi, a c.a 28x21 cm. ora lo standard è 1024x768, c.a il 50% degli schermi attivi in italia è settato di default a queste dimensioni, anche se si possono cambiare dalle proprietà dello schermo.
Questo significa che se volete produrre un file digitale a tutto schermo potete dargli dimensioni di 1024x768 pixel a 72 dpi e vedrete, sulla maggior parte degli schermi, l'immagine piena.
se volete una dimensione buona per vedere bene una foto salvatela a dimensioni in altezza di min 300 max 500 pixel (10 x 17 cm) larghezza in proporzione.
le thumb, cioè le icone, dovrebbero avere dimensioni del lato lungo di min.100 max 150 pixel (tra i 3 e i 5 cm).

PESO:

Il peso di un file digitale di immagini dipende sostanzialmente dal tipo di file e dai dpi, oltre che dalle dimensioni (pixel o cm), e si misura in Kb cosi come un file in alta si misura in Mb.
i tipi di file usati per salvare immagini sono di solito formati che utilizzano algoritmi per comprimere le informazioni sull’immagine, in modo da risultare più leggeri. Il formato migliore per immagini digitali in bassa è in assoluto il jpg. in quel formato il peso varia anche in funzione di una perdita di qualità che si può assegnare in fase di salvataggio.
Il peso è molto importante parlando di internet, dato che visualizzare un'immagine scaricandola comporta un tempo che dipende appunto dal peso del file. Tenete presente che un'immagine ben ottimizzata a 72 dpi, di c.a 500 pixel lato lungo, può pesare max 50 kb, mentre una thumb deve pesare c.a 5-10 Kb.

PRODURRE UN FILE OTTIMIZZATO A BASSA:

Il metodo migliore è usare photoshop con il set di comandi "salva x web", presente nel menu file, con quel set potrete determinare in modo continuo la perdita di qualità, (settare solitamente a 50) e variare direttamente anche le dimensioni, in alternativa usate qualsiasi programma settando la qualità a media o bassa, dipende dai colori e densità dell'immagine stessa.
NON superare mai in termini di peso i 100 Kb, tenete presente che, con un modem, ci vogliono dai 20 ai 30 secondi per scaricare e visualizzare un'immagine di 100 Kb.
Una cosa importante è sapere che i software come photoshop sono in grado di creare jpg con informazioni aggiuntive (testo, miniatura etc.) inserite nel codice del file, questo fa si che spesso si creino dei file.jpg che hanno tali info racchiuse, solitamente sono settati di base sui software: la cosa però crea problemi se i file devono venir scambiati via posta o inseriti su web.
Vi sarà capitato di ricevere o mandare jpg via mail che non si vedevano direttamente nella mail, ecco spiegato il motivo.
Ecco perché il set salva x web è comodo: i file salvasti con tale set, in formato .gif o .jpg, sono “puri”, senza codice aggiuntivo, e vengono letti perfettamente da tutti i browser internet e di mail.
Un’altra cosa importante è ricordarsi di NON usare MAI nei nomi file spazi, punteggiatura e caratteri particolari.

A cura di

Angelo Cucchetto
Angelo Cucchetto

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Milano (MI)

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