Cerchiamo di capire: crisi, fatti, informazione

L’informazione mondiale degli ultimi mesi, si é molto concentrata sulla crisi economica che ha colpito piú o meno tutto il Mondo occidentale. L’ informazione globale, riporta notizie riguardanti gli effetti di tale recessione e le azioni dei governi indirizzate a far sí che tale periodo finisca al piú presto.
Il disagio maggiore in Italia, é stato vissuto dalle piccole e medie imprese che hanno visto un calo di reddito non indifferente e spesso sono state costrette ad una riduzione del personale o addirittura alla chiusura. Un grosso ostacolo sulla strada della ripresa, é rappresentato non dalla famosa crisi, ma da ordinamenti burocratici ed atteggiamenti che di certo non giovano alla nuova economia e a quella giá esistente.

Una buona strada per la ripresa economica, consiste nello sviluppo di nuovi agenti economici, nuove imprese e societá. La forma piú utilizzata e sicura per un imprendotore, é di certo la Societá a Responsabilitá Limitata. Avviare una srl, infatti, permette di non rischiare l’intero patrimonio personale, qualora le cose non dovessero andare come previsto. In quest’ottica, un governo attento allo sviluppo dovrebbe incoraggiare questo tipo di imprenditorialitá, ma ad oggi in Italia, costituire una srl risulta ancora molto difficile in termini economici e burocratici:

Esiste un limite minimo di capitale sociale per l’impresa pari o superiore a 10.000 Euro, a tutela di creditori ed impiegati, malgrado le regole e le leggi ad esso correlate non siano in alcun modo efficaci in tale tutela (questo limite non esiste in diversi paesi come Inghilterra, Irlanda o Stati Uniti);
E’ obbligatorio determinare l’oggetto sociale dell’impresa. Cio’ comporta enorme spreco di tempo e denaro in inutili formalitá;ess.
La legge sulla privacy non contempla il diritto all’anonimato della direzione
I tempi e gli Iter burocratici sono molto lunghi e possono essere necessari 15-30 giorni anche per una semplice operazione.
In tale prospettiva, é normale pensare a soluzioni estere, che abbasserebbero i costi economici ed aiuterebbero a ridurre i tempi necessari per la costruzione di un nuovo business. Inoltre le leggi comunitarie, incoraggiano tale tendenza in quanto consentono alle società costituite nei Paesi membri dell’UE di operare liberamente in ogni altro Paese membro, restando assoggettate alla legge del Paese di origine (c.d. libertà di stabilimento, articoli 43 e 48 del Trattato CE)

Purtroppo nel nostro Paese, il clima in merito agli investimenti all’estero non é del tutto tranquillo, soprattutto dopo il varo del famigerato “Scudo Fiscale”, commentato da alcuni quotidiani di informazione nazionale che hanno creato attorno a tale topic un’aura di terrore e illegalitá. Non bisogna dimenticare che spesso l’informazione non é del tutto libera da influenze esterne, soprattutto se la proprietá é direttamente coinvolta nell’argomento. Bisogna sempre stare attenti a considerare la soluzione migliore per ogni situazione, assiurandosi di operare nella piena legalitá, ma tenendo conto che a volte interessi maggiori tendono a coprire la realtá.

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StMatthewAccounting
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