Infographics: nel futuro, solo immagini

Il futuro della comunicazione online saranno le immagini. Una frase lapidaria, che sembra seppellire con la sua semplicità così tagliente tutti i cumuli di parole che affollano Facebook e compagnia, per non parlare di Google.

Le immagini non godono di primaria attenzione: sono considerate espressioni artistiche oppure il complemento grafico di un testo a cui spetta il compito di trasmettere per primo il messaggio.

Quindi prima le parole, poi le immagini.
Allora perché il futuro marcia nella direzione opposta? Per motivi vecchi e nuovi. Nuovi perché gli spazi pubblici virtuali, non solo i social network, continuano a moltiplicarsi. La vera novità è che i principali siti di riferimento saranno a contenuto principalmente grafico. Ad esempio Google Maps, che diventa la piattaforma ideale per mash-up con dati provenienti dal turismo, dalla cultura, dall’associazionismo, dalla semplice interazione tra differenti utenti in un medesimo spazio.

E’ il caso di Four-Square, un social network per lo scambio di informazioni sulla vita nelle città. E’ un’applicazione essenzialmente congegnata per internet mobile e funziona creando nuovi luoghi su Google Maps per poi commentarli, insieme agli amici, fornendo nuove indicazioni. Il successo di macro-portali grafici come Flickr e Deviantart, oltre alle Google Images, conferma che il popolo online ha fame di immagini. I vecchi motivi sono già conosciuti: un’immagine non ha bisogno di traduzione verbale. Parla a tutti.

In un’epoca dove il web scavalca i confini con incredibile naturalezza, la parola diventa un peso che rallenta la felice corsa della comunicazione. Un buon caso di comunicazione grafica è Oatmeal. Dunque l’immagine sta per vincere una storica sfida con la parola. Niente di nuovo, però. Le immagini condivise online dall’uomo digitale possono considerarsi la modernissima riedizione dei graffiti impressi dall’uomo primitivo sulle pareti delle caverne. Dopo tutto siamo sempre all’homo sapiens.

Ma c’è un elemento ancora più rilevante, al di là del vecchio e del nuovo senso delle immagini. Data la complessità di contenuti della vita virtuale, diventa arduo usare le parole per sintetizzare altre parole. Ecco perché interviene la grafica o, meglio, l’infographics: la rappresentazione grafica dei dati – dagli aggiornamenti di Twitter fino a informazioni sempre più elaborate. Come per i classici istogrammi e torte, anche sul web la logica non cambia. Per rappresentare centinaia di aggiornamenti di Twitter, con citazioni, retweet e link, per esempio, basta un solo diagramma visuale. Benvenuti nell’architettura dell’informazione: invece di uno spazio fisico, urbano, viene rappresentato uno spazio digitale composto da informazioni. La rete si conferma uno spazio social-digitale sempre più denso. Perciò aumenta il bisogno di gestire spazialmente questi dati.

Dal web 2d composto di testi si va verso il web 3d raffigurato dalle architetture dell’informazione. L’immagine è sintesi, unità, comprensione attraverso la compressione di tutto quanto è disperso in mille rigagnoli lessicali in un’informazione ridotta graficamente all’essenziale.

L’immagine non è più un preambolo o un corredo secondario del testo. E’ il simbolo di un messaggio che ognuno può interpretare con le proprie parole. Non è un futuro così remoto.

A cura di

Gabriele Cazzulini
Gabriele Cazzulini

giornalista, consulente, studioso

Genova (GE)

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