Occuparsi del personal brand e della reputazione è attività sempre più necessaria per chiunque abbia business e professionalità da promuovere online, e questo perchè, l’uso e abuso dei profili sociali sui vari network, in particolare il profilo facebook, portano spesso ad allontanarsi dall’obiettivo per il quale si è presenti: esserci, promuoversi, raccontarsi, condividere, conquistare e fidelizzare.
A questo proposito il social marketing applica delle strategie con un filo conduttore; ossia, diversifica le azioni in base alle caratteristiche di ogni specifico canale sociale ma…(c’è sempre un ma) con obiettivo comune.
Cosa vuol dire?
Vuol dire che, per ogni profilo sociale, si adotteranno e si sperimenteranno strategie e azioni diversificate ed appropriate per ogni canale utilizzato al fine di rendere la nostra comunicazione efficace mentre l’obbiettivo, quello, dev’essere unico per tutti; e per quelli che hanno un business o la propria professionalità da promuovere, l’obbiettivo è quello di far percepire al meglio l’immagine che si trasmette agli utenti attraverso le proprie interazioni.
E qui entra in gioco l’attenzione al personal branding e alla reputazione online, con l’avvento dei social network e la facile condivisione è fin troppo semplice commettere errori, a volte banali leggerezze … alla facilità che il web offre di poter parlare di sè in maniera istantanea si contrappone la capacità del web di memorizzare ogni nostra azione e ricordarcela… forse per sempre! E questo è il rovescio della medaglia.
Cosa vogliamo che la rete ricordi dipende da noi e dai nostri contenuti, di cui il web è affamato… quindi, prima di metterci a nudo (e tanti lo prendono alla lettera!) fermiamoci e riflettiamo.
Perchè dico questo?
Perchè spesso vedo persone considerare Facebook come un canale a sè, come se fosse indipendente dal resto del web e dagli altri profili sociali… vedo imprenditori e professionisti su linkedin, google plus, ecc essere super professionali e “only work”, ma che su Facebook non hanno filtro, altri che Facebook lo evitano come la peste perchè ritenuto poco adatto alla propria persona e professione.
La probabilità di essere visti, letti e spiati da clienti, prospect, concorrenti, fornitori, amici e nemici su facebook è molto più alta, per target e per bacino di utenza che lo frequenta, parliamo di numeri, è indubbio quindi che su Facebook siamo decisamente più esposti (accezione negativa), più visibili (accezione positiva)
...la noncuranza si riflette sull’immagine spesso negativamente ma l’accortezza e la conoscenza permettono di sfruttare al meglio lo strumento con tutti i vantaggi professionali che esso comporta.
A lui riconosciamo sicuramente la valenza più ludica , su Facebook è permesso mostrarsi nel proprio quotidiano, esprimere opinioni e pensieri anche fuori ambito professionale, ritrovare colleghi, amici e parenti, pubblicare foto di eventi lavorativi, ma anche di grigliate e vacanze…insomma qui si può! Ma (c’è sempre un ma…the return) senza mai dimenticare l’obiettivo della nostra presenza, sia personale che professionale.
Conoscere il “costo” dell’ “azione-reazione“ che hanno le nostre interazioni sociali ci permette di salvaguardare la nostra immagine, quella dell’azienda e del nostro business, si gode di tutti i vantaggi che la rete e la condivisione offrono, sia a livello di marketing che di promozione e non saremo causa del nostro mal…
E tu? Sei soddisfatto dell’immagine che trasmetti sui tuoi profili sociali?
Pensi che il tuo business e la tua professione siano avvantaggiate dai tuoi contenuti online?
Se vuoi approfondire l’argomento, prima di correre a cancellare post e foto contattami…:-)
