La vita in rete? Fenomeni di Internet – Dipendenze nella prima adolescenza

Avv. Rita TULELLI

Sostenere che internet stia rappresentando una vera e propria rivoluzione culturale per le attuali generazioni non è una affermazione azzardata.
E così per le generazioni adulte che si sono trovate, quasi all'improvviso nelle condizioni di poter disporre di un potentissimo strumento di comunicazione e di accesso alle informazioni inimmaginabile, almeno per quanto concerne l'utilizzo di massa, soltanto dieci anni fa; ed è così anche per le generazioni più giovani seppure per loro rappresenti, più che una straordinaria novità, una naturale potenzialità. Potenzialità che, come primo effetto, ha messo inevitabilmente in discussione la tradizionale impalcatura, sulla quale si era retto, fino a ieri, il rapporto adulto-bambino per tutto quanto attiene la formazione e l'informazione.
Fino a ieri, le due tradizionali agenzie formative e informative per gli adolescenti erano la scuola e la famiglia. Già la televisione aveva rappresentato una potente novità, ma sempre rimanendo, come famiglia e scuola, nell'ambito di una comunicazione gerarchizzata, unilaterale e controllata (o, comunque, controllabile). Oggi l'accesso alla rete si configura come una terza agenzia formativa, ma questa volta ad accesso diretto, “orizzontale” e, per altro, scarsamente o per nulla controllabile da parte degli adulti.

Gli adolescenti sono “naturalmente” padroni di questa tecnologia, in grado di sfruttarne le potenzialità, ma anche pericolosamente esposta ai rischi che da essa possono derivare. E il rischio maggiore di internet si chiama “eccesso”. Tutto, in internet, ha proporzioni inimmaginabilmente maggiori di quelli alle quali siamo abituati nel nostro sistema di riferimento quotidiano. Internet è un mondo nel quale non si spegne mai la luce, un libro di infinite pagine, una realtà completamente riconfigurabile in ciascuno istante, e le metafore potrebbero continuare. Non è un caso se il tentativo di “descrivere” internet sfoci sempre più spesso in un dibattito filosofico che tende a paragonare il web e la sua espansione continua al processo di espansione dell'universo. E in questo “universo virtuale” è facile perdersi o rimanere prigionieri.

In Italia, l'uso del personal computer da parte dei giovani è diventato un comportamento normale e quotidiano e altrettanto si può affermare rispetto all'utilizzo di internet. Dall'indagine multiscopo sulle famiglie dedicate agli aspetti della vita quotidiana (ISTAT, 2003) si ricava che hanno accesso al PC il 16,5% dei bambini in età dai 3 ai 5 anni, il 50,1% di coloro che si trovano nella classe di età 6-10 anni, ben il 64% dei minori tra gli 11 e i 14 anni e il 77% di quelli dai 15 ai 17 anni. E interessante osservare che quest'ultima classe di età è quella con un maggiore grado di informatizzazione rispetto a tutte le altre. Il ricorso al PC è quotidiano per oltre il 21% di coloro che hanno tra gli 11 e i 14 anni e per il 29% di adolescenti da i 15 ai 17, un dato che sembra indicare una specie di dipendenza quantomeno funzionale dallo strumento.

La presenza quotidiana dal PC caratterizza in modo particolare la vita degli adolescenti maschi (27% dei minori tra gli 11 e i 14 anni, 36,6 % di quelli tra i 15 e i 17) rispetto alle femmine (16% e 22% rispettivamente), nonostante lo strumento risulti diffuso in maniera pressoché analogo tra i due gruppi. Come si accennava poc'anzi,m anche la “navigazione” sembra diventata un abitudine familiare, ma questo riguarda in particolare il 31,7% dei maschi dagli 11 ai 14 anni che utilizza la rete quotidianamente mentre fra le ragazze è una navigatrice giornaliera solo il 9,1%. nell'uso di internet, in effetti, c'è una prevalenza maschile più o meno accentuata in tutte le classi di età. L'internauta adolescente, è quindi prevalentemente di sesso maschile, ma trai minori che vivono nei grandi centri urbani del nord e centro Italia si ha una maggiore femminilizzazione del rapporto con la rete, come indicato da alcune ricerche che hanno approfondito aspetti comportamentali specifici. La diffusione del PC e dell'uso di internet tra le generazioni giovani e giovanissime è un comportamento “MARKER” del passaggio generazionale: la percentuale degli adolescenti che li utilizzano è superiore di circa 40 punti percentuali rispetto alla percentuale calcolata sul totale della popolazione, pari al 37,34% la maggiore incidenza tra le classi più giovani si mantiene anche nell'analisi e nella frequenza dell'utilizzo. Dal punto di vista delle differenze di genere, la madri di questi adolescenti, hanno una minore familiarità sia con il PC sia con internet, in particolare, la pratica di quest'ultimo strumento risulta nota solo al 27,8% di queste donne da i 35 ai 44 anni, al17,4% di quelle che sono tra i 45 ai 52 e al 7,1% delle donne da i 55 ai 59 anni, a fronte di una diffusione indubbiamente più ampia tra le generazioni dei padri pari , rispettivamente al 42,3%, 35,7% e 19,3%. questa differente diffusione dello strumento tra uomini e donne risulta un dato di particolare interesse per quanto attiene alla strategie di orientamento e accompagnamento a uso accorto delle nuove tecnologie, che i genitori possono svolgere nella loro ordinaria funzione materna e paterna.

Poiché i dati confermano che le madri hanno una maggiore presenza nella quotidianità dei figli, un relativo analfabetismo informatico e telematico può rilevarsi un elemento di ostacolo rispetto a una funzione di tutoraggio per il figlio o la figlia in rapporto all'uso di nuove tecnologie di comunicazioni.
Avv. Rita TULELLI

A cura di

comunytation
comunytation

Libero Professionista

catanzaro (CZ)

GA4