13 Sep 2017 - Nell'ambito delle attività delle figure professionali che ruotano attorno ad un intervento di ristrutturazione, spesso il ruolo del tecnico è considerato superfluo.

In realtà, la sottovalutata complessità di gestione, organizzazione e conduzione di una ristrutturazione di interni, è sostenibile solamente attraverso una precisa competenza specialistica, che parte da una ipotesi preliminare e si traduce in precisi input esecutivi.

Il ruolo del tecnico non è solamente necessario per la presentazione delle pratiche amministrative1 ma risulta il vero valore aggiunto per la buona riuscita della ristrutturazione: l'elevata specializzazione e le competenze esclusive, infatti, contribuiscono significativamente a fare la reale differenza tra un “progetto freestyle“ (cioè portato avanti senza un orientamento tecnico-compositivo ma basato sul “collage“ di riferimenti spesso contrastanti tra loro) ed una vera attività di progettazione (visione organica e cordinata).

Cerchiamo di comprendere nel dettaglio quali siano i vari livelli di progettazione e come questi possono integrarsi in una ristrutturazione di interni.

Un buon progetto comincia con una curato rilievo dei luoghi e rilevamento dello loro condizioni di conservazione, così come il riconoscimento di eventuali qualità e caratteristiche architettoniche o stilistiche. Il registro di tali informazioni passa atrraverso una relazione illustrativa ed un elaborato che rappresenta la planimetria dello stato attuale o ante-operam.

L'attività progettuale ha come incipit formale una attenta e profonda analisi (brief) dei gusti, abitudini e necessità del commuttente, invitandolo da subito a presentare dei riferimenti visivi che lo hanno colpito e che, se coerenti con il background e le possibilità date dal contenitore architettonico, potranno essere utili suggerimenti per orientare la visione del progetto.

IL PROGETTO PRELIMINARE
La progettazione preliminare (o di massima) si riferisce generalmente alla messa appunto di un layout funzionale/distributivo dei nuovi ambienti, operando le dovute accortezze nel rispetto tanto della normativa di settore (leggasi fattibilità e conformità delle opere) tanto nella relazione tra spazio ed utilizzatore (comfort, funzionalità, impatto architettonico). Questo livello di progettazione mette in condizione pertanto il committente di valutare, tra diverse proposte, la soluzione che più rispecchia le sue (reali) esigenze, poichè le richieste saranno “filtrate“ dal professionista per trovare la loro giusta attuazione.

Il progetto di massima non raggiunge quasi mai un livello di rappresentazione di assoluto dettaglio, per permettere di focalizzare l'attenzione sulla qualità dello spazio e l'influenza delle scelte distributive2.

Le proposte sono generalmente accompagnate anche da una stima di massima del costo di realizzazione: il calcolo sintetico ed assolutamente orientativo è generalmente associato ad una determinata tipologia e categoria di lavori, basato sull'esperienza o su base statistica.

IL PROGETTO DEFINITIVO
Adottata una soluzione (layout), il progetto definitivo, scende nel merito dei singoli ambienti, fornendo sugestioni di materiali, colori, stili e soluzioni architettoniche che rispecchiano generalmente il compromesso tra i desideri del committente e la sensibilità/linguaggio del progettista (influenza culturale, contestualizzazione, personalità, esperienza) nel saperli tradurre in spazi coerenti e che sappiano esprimere valori emozionali. In un progetto di interni, una tavola chiamata Moodboard, consente di coordinare il processo intellettuale3 (formalizzazione di spazio, luce e materia) e renderlo fruibile al committente: piani e sezioni materiche, viste tridimensionali complete di una selezione di arredi, e campioni reali di finiture ed accessori, completano il processo immaginativo del progetto, permettendo in questo modo al committente di immedesimarsi ed apprezzare la bontà delle soluzioni proposte.

Generalmente anche tali proposte possono essere più di una ed entrambe valide: sicuramente una sintesi delle richieste, ed una versione che racconta una ulteriore visione dell'architetto.

Accanto a questa fase vi è un momento indispensabile che è costituito dal contributo del progettista nell'indirizzo e nella scelta finale delle finiture e forniture, ammettendo una consulenza pilota che è indispensabile affinché le scelte siano opportune: in altri termini che materiali ed arredi siano coerenti ed organici con il contesto, raccordandosi perfettamente con l'involucro architettonico.

E' questa la fase nella quale vengono prodotte le asseverazioni e richieste le relative autorizzazioni: questo significa che non è possibile (salvo rari casi) tornare indietro, e che si ritiene che ogni decisione sia consapevole.

E' un momento particolarmente delicato poichè si definisce nella completezza e complessità il progetto, e poichè la partecipazione attiva del committente è richiesta più che in ogni altra fase: programmare gli acquisti è fondamentale per rispettare le tempistiche del successivo (ed imminente) cantiere.

IL PROGETTO ESECUTIVO
Il progetto esecutivo ammette il raggiungimento di un importate livello: la definizione di dettaglio di particolari costruttivi e decorativi, nonchè dei piani ed elaborati esecutivi, essenziali al controllo e alla stessa esecuzione delle lavorazioni. Gli elaborati possono comprendere: i layout di posa di pavimenti e rivestimenti, i progetti tecnico-impiantistici, il progetto illuminotecnico, i piani delle controsoffittature, sezioni e prospetti di dettaglio.

Accanto viene redatto un capitolato d'appalto ed un computo di tutte le lavorazioni che permetterà alla committenza di scegliere l'impresa affidatatria. Già, altro tasto spesso dolente: il consiglio è sempre quello di far visionare i lavori dell'impresa dal tecnico, in modo che si possa valutare con parere oggettivo la reale competenza della ditta esecutrice. Una cosa è certa: diffidare del prezzo stracciato, poichè la qualità richiede dei costi.

LA D.L. ED IL CANTIERE
Si pensa che a questo punto l'incarico sia terminato, in realtà il bello deve ancora avvenire: è proprio con l'apertura ufficiale dei lavori4 che si introduce il rapporto diretto tra progettista (nel ruolo di Direttore dei Lavori), committente (Responsabile dei Lavori) ed Impresa.

Se ben condotta, la Direzione Lavori5, porterà ad una ottimizzazione del flusso di lavoro, alla riduzione degli imprevisti, alla moderazione delle contrattazioni, ed all'ottenimento della certezza che le opere siano conformi alla regola dell'arte, al buon costruire, al senso e disposizioni del progetto, riducendo o annullando le principali fonti di rischio (economico, sicurezza, contenzioso ecc.).

A cantiere concluso, il D.L. redige un atto formale di Regolare Esecuzione, ovvero fatte le opportune verifiche, emette il Collaudo finale, documento indispensabile alla dichiarazione di Fine Lavori ed all'ottenimento dell'attestazioine di agibilità (ex.abitabilià).

A questo punto il progettista, se non sono state rilevate anomalie o discordanze con quanto disposto nel progetto depositato, compila ed inoltra la comunicazione del fine lavori, allegando la relativa variazione catastale.

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NOTE
1. Ricordiamo ad oggi per le manitenzioni straordinarie, come si definiscono tecnicamente le “ristrutturazioni“ di interni che interessano sostanzialmente il carattere distributivo, impiantustico e le finiture di un immobile esistente, è obbligatorio il deposito di una Comunicazione Inizio Lavori Asseverata (CILA) e della pratica di aggiornamento catastale (DOCFA).
2. Si tratta di processi che regolano la percezione dello spazio, la sua destinazione funzionale, e non ultimo la modalità con la quale uno spazio viene vissuto, comprese le correlazioni e relazioni con altri ambienti e funzioni.
3. Il progetto è risultato di una sintesi di conosceze, precisi riferimenti culturali ed espressività che vengono tradotti in opere concrete e fattibili dal punto di vista tanto tecnico-normativo, tanto (e sopratutto) pratico-costruttivo.
4. tec. con questa dizione si chiarisce il significato di Consegna del Cantiere a mezzo di un verbale redatto dal D.L. e controfirmato dal committente e dal rappresentante dell'impresa.
5. Contrariamente a quanto si possa pensare la Direzione Lavori, esercitata unicamente da un tecnico abilitato, e per buona regola da qualificato estraneo alla ditta esecutrice, non corrispondere al semplice coordinamento delle maestranze ma è afferente piuttosto ad una indispensabile attività di vigilanza (verifica della conformità delle opere al progetto ed alle normative di settore), di salvaguardia degli interessi (liquidazione, stato avanzamento lavori, revisione lavori e determinazione prezzi per nuove laovrazioni), di problem-solving (il D.L. è l'unica riferimento a poter dare disposizioni operative): per questi motivi a tale attività sono associate precise e serie responsabilità.

Articolo a cura di:
AF+G ARCHITETTI, Architetto
AF+G ARCHITETTI

Architetto
Attivo il 12 Feb


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